Con il tempo che passa, e l’entropia dell’universo che ogni giorno avanza, mi trovavo tra le mani una pod di una svaporetta rimasta in disuso per più di un mese (perché non del mio vaporizzatore abituale, bensì di quella famosa Aspire Vilter Max che trovai gentilmente per strada, ancora una volta grazie all’universo che ogni tanto qualche regalino me lo fa), che avevo appunto riesumato dal cassetto per provare a riutilizzare. Solo un piccolo problema: non funzionava più. 🤨
Beh, che dire: è assolutamente un classico senza tempo quello delle cose che, semplicemente lasciate da parte, smettono di spontanea volontà di funzionare, e quindi suppongo anche che non dovrei essere stupita per una cosa del genere… però l’intera situazione ha stimolato la mia natura analitica di ragazza gatto; anche perché, prima di comprare una nuova pod nel caso (non ne avevo altre per provare), volevo essere da un lato sicura che non fosse il corpo batteria ad aver manifestato maledizioni, e dall’altro mi chiedevo, nel caso fosse stata davvero la pod il problema, se magari questa si potesse aggiustare… 😳
Provando a fare un tiro, non veniva vaporizzato mai nulla, e ogni volta il LED di stato si accendeva 1 volta di bianco per poi spegnersi dopo qualche secondo, anziché avere l’animazione normale. Decisamente strano come comportamento, anche perché (ovviamente, vista la mia fortuna al di fuori della roba trovata per terra) proprio questo preciso stato del LED sembra essere l’unico non indicato nel manuale dell’Aspire Vilter Max, e quindi ecco qua, problema incomprensibile… il sensore per il tiro automatico funziona (altrimenti non succederebbe direttamente niente), la batteria era carica, i contatti erano puliti (e li ho puliti almeno 3 volte per scrupolo), e della pod venivano ovviamente rilevati sia inserimento che rimozione, ma niente… 😐
In qualche modo, però, ponendo la questione a Gemini, egli è riuscito a darmi una risposta apparentemente sensata al problema, attingendo a non si sa quale fonte di informazione (ma davvero non si sa, perché io a fare ricerche classiche stavo impazzendo del non trovare niente): c’era un problema di energia sulla coil e, visto che soffiando nella porta USB senza pod inserita si verificava un diverso errore (quello di circuito aperto, che invece è indicato nel manuale), è stato lecito pensare che il problema fosse proprio sulla pod quindi, non nel corpo batteria. 😲
L’IA mi ha dato da fare un test molto semplice, talmente semplice da essere troppo banale per la mia mente ipercomplicata da poterci arrivare autonomamente, per verificare se fosse effettivamente la pod ad essere esplosa: testarne la resistenza con un multimetro. In effetti le pod delle svaporette solo questo sono, fili resistivi, e quindi basta toccare i puntali di un multimetro in modalità resistenza ai due relativi contatti di metallo sul fondo della pod per leggerne il valore; che in questo caso è risultato 0,42 kOhm (420 ohm)… decisamente lontano dal valore corretto di 0,8 ohm indicato sulla plastica. Direi di sì. 💥
Beh, alla fine una pod nuova sono andata a comprarla in negozio, e questa funzionava (oltre a segnare la resistenza corretta sul multimetro), quindi tutto bene… Però questa vecchia, rotta per rotta, ho deciso di smontarla per investigare oltre, e non sono stata delusa: il malfunzionamento era assolutamente dovuto ad uno spacc, dato che la mesh coil nel blocco atomizzatore si è rivelata essere un po’ piegata su sé stessa, sicuramente a fare qualche falso contatto, oltre che apparentemente un po’ corrosa e spostata vicino ai due “pilastri” conduttivi di aggancio, assieme al cotone interno che è risultato un po’ cucinato. 🕯️

E quindi, cosa cavolo è successo??? Ah, beh, non ne ho la più pallida idea, visto che come ho detto questa pod è stata semplicemente lasciata 1-2 mesetti da parte in un cassetto, ma prima di ciò funzionava tranquillamente… ma a quanto pare questo è bastato a farla morire. Non ne avevo idea, ma a quanto sembra non bisogna lasciare inutilizzata per tanto tempo una pod con del liquido dentro, perché si dice che ciò basta a far corrodere le fragili mesh coil interne usate nelle moderne pod mod… ma allo stesso tempo non tutti lo dicono con certezza, quindi non saprei… suppongo che la pod si senta triste a stare troppo tempo senza essere usata, col liquido che ristagna nel cotone e lo impregna e arriva fin troppo in dentro la coil, altrimenti boh. 😐
A questo punto, ovviamente la vecchia pod non sono riuscita ad aggiustarla: ho provato a raddrizzare la coil, riuscendo a riportare la resistività letta dal multimetro al valore corretto, e apparentemente la corretta erogazione di corrente e lettura da parte della batteria per alcuni istanti… ma comunque non veniva vaporizzato niente, e dopo qualche tentativo l’errore tornava. Ma vabbè che, col cotone bruciato e che neanche si riesce a rilegare bene attorno alla coil, sarebbe strano il contrario… bisognerebbe provare ad usare uno di quei famosi kit per rimpiazzare entrambi i componenti dentro l’atomizzatore dentro la pod; ma direi che tale esperimento di matrioske sarà per una prossima volta, per ora è stato già abbastanza interessante riuscire a smontare la pod senza romperla, farne l’autopsia, e rimontarla correttamente. 👌